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DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO

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AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, martiri, pADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, Agli scismi, alle ERESIE, AI COncilii, alle fESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALle ceremonIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, agli ordini religiosi, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA COrte e curia ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

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DIZIONARIO M

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V.20

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

DIANA,

o GIANA PIETRO, Cardinale. Pietro nacque dalla nobile famiglia Diana, o Giana di Piacenza. Essendo preposto della collegiata di s. Antonino in Verona, il Pontefice Lucio III nel mercoledì delle ceneri dell'anno 1184 lo creò Cardinale dell'ordine de' diaconi, e gli conferì per diaconia la chiesa di s. Nicola in Carcere. Dipoi passò all' ordine presbiterale, ed al titolo di s. Cecilia. Celestino III lo dichiarò legato apostolico prima della Sicilia, indi in Alemagna. Mori in Roma verso l'anno 1200, dopo aver goduto il Cardinalato quattordici, o quindici anni, ne' quali intervenne alla elezione de' Pontefici Urbano III, Gregorio VIII, Clemente III, Celestino III, ed Innocenzo III. Fu sepolto nella chiesa del suo titolo, con una lunga iscrizione in versi, che celebra la dottrina, la 'destrezza, e le altre. egregie qualità, di cui era fornito,

DIANA. Sede vescovile dell'Africa occidentale, nella provincia di

D

Numidia, sotto la metropoli di Cirta. Fidenzio, vescovo di Diana, assistette alla conferenza di Cartagine, laonde già esisteva nel principio del secolo quinto. Diana, Dianen., è un titolo vescovile in partibus, che conferisce la santa Sede, sottoposto alla metropolitana di Cirta Julia parimenti in partibus. Gli ultimi vescovi di Diana sono monsignor Andrea Stanislao De Hatten, già vescovo di Warmia, e l'odierno suffraganco della sede vescovile di Breslavia monsignor Daniele Latussek di Bralin, fatto vescovo dal regnante Pontefice a' 12 febbraio 1838, e deputato ad esercitare i pontificali in detta diocesi.

DIARBEKIR, Diarbeck, o Caramita. Città arcivescovile in partibus della Turchia Asiatica, nella Armenia maggiore, chiamata anche Careathiocerta ed Amida. Con questo secondo nome, come dicemmo al suo articolo, la santa Sede ne conferisce il titolo ad un arcivescovo in partibus, insieme a due sedi

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ad essa soggette. Questa chiesa metropolitana del patriarcato antiocheno, secondo Commanville, fu eretta nel quarto secolo, con trentasei sedi vescovili suffraganee, ch'egli registra a pag. 270, Hist. de tous les archév. et evechés. V. CARAMITA. In Diarbekir da ultimo eranvi tre sacerdoti cattolici, una chiesa, e cento cinquanta famiglie parimenti cattoliche.

Diarbekir è residenza d'un pascià a tre code, ed è situata in una pianura bassa e fertile sulla riva destra del Tigri, che s'attraversa sopra un ponte di pietra di dodici arcate. E cinta da una grossa muraglia di pietre nere, merlata e fiancheggiata da numerose torri rotonde, e quadrate. Da questa muraglia, che si crede costrutta dai romani, la città deriva il nome turco di Caramita, Cara-Amid, Karameit, cioè Amid la nera. È pur difesa da una larga fossa, e sopra un'altura, che domina il fiume, evvi il castello fortificato, in cui risiede il pascià. Le case strutte di lava offrono un ameno colpo d'occhio; quelle dei ricchi soprattutto sono bellissime, e con graziose fontane, che sono pure molte nella città. Vi hanno undici moschee, la più magnifica delle quali è l'antica chiesa di s. Giovanni. Vi sono diverse chiese dei cristiani, e la cattedrale degli armeni, giacchè vi risiedono un arcivescovo nestoriano, ed un patriarca giacobita. Nei dintorni sonovi deliziosi giardini.

CO

Secondo alcuni, Diarbekir occupa il luogo di Tigranocerta; ma al parere dei più sta nel sito dell' antica Amida. Ignorasi l'epoca precisa della sua fondazione; ma si sa, che prese il nome da un arabo

chiamato Bekir, che la conquistò sui persiani, rimanendo poscia, per le vicende della guerra, molte volte distrutta. La sua ultima ristaurazione rimonta ai regni degli imperatori Valente e Valentiniano. Nella guerra fra i greci dell'impero di oriente, ed i persiani, fu spesso assediata, presa e ripresa sino alla metà del XII secolo, epoca in cui passò in potere de'turchi. Finalinente Diarbekir, al dire di Ammiano Marcellino, fu chiamata anche Costantia, dal nome di Costantino, o Costanzo imperatori.

DIARIO DI ROMA. Gazzetta, o giornale ufficiale, che con privilegio pontificio si pubblica in Roma dalla stamperia Cracas, due volte la settimana, e talvolta con Supplimenti, oltre le Notizie del giorno che dalla medesima tipografia si pubblicano nel giovedì, qualora non sia festa di precetto, nel qual caso si anticipano. Siccome poi il Diario di Roma, e le Notizie del giorno sono giornali, che pel contenuto, e per l'interesse che ne hanno le nazioni, massimamente le cattoliche, vanno per ogni parte del mondo, e siccome a cagione delle cose autentiche, che notificano al pubblico risguardanti in peculiar modo la santa Sede, e per altri motivi che diremo, sono di frequente da noi citati in questo Dizionario, coll'anno, e col numero progressivo; così siamo di avviso che non riuscirà discaro un cenno storico, con altre analoghe nozioni intorno a questi giornali. Da ultimo aggiungeremo le notizie del Monitore di Roma, della Gazzetta o giornale di Campidoglio, che poi prese il nome di Giornale politico del dipartimento di Roma, quindi faremo menzione delle Notizie an

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