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Tutto ei provò : la gloria
Maggior dopo il periglo,
La fuga e la vittoria,

La reggia

e il triste esiglo...

BODLEIAN

23 JUN 1934

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MANZONI.

CAPO I.

Sfasciatosi l'impero romano l'Italia fu calpestata da barbare na

zioni, che avide del suo cielo e delle sue divizie, di rapine, di incendi, di sangue, miseramente la bruttarono. Quindi Eruli, Ostrogoti, Greci, Longobardi, Franchi, Alemanni, Normanni a vicenda irruppero, a vicenda desolarono la bella penisola. L'ottavo secolo vide sorgere un nuovo impero; quello d'occidente: lo fondò Carlomagno. E quando i nipoti di questo eroe spiegarono vessillo di ribellione contro il genitore Ludovico Pio, Bologna città fra le principali d'Italia, scosse il giogo dei Carolingi, (840) cui nuovamente le fu imposto da Lotario imperatore (844); nè fu che all'anno 963 che si sottrasse pienamente all' impero, tenuto allora da Ottone il grande, e proprie leggi, magistrati eletti fra cittadini il nuovo municipio governarono. Goderon pace più d'un secolo i Bolognesi, finchè Enrico IV. non mosse contro di loro ch' erano alleati a Gregorio VII., alla contessa Matilde, e gli ebbe soggetti due volte, (1077 - 1078) due volte gli vide ribellarsi. ( 1111 1115) Federigo enobarba li vinse, (1160) ma non gli tenne un lustro (1164). Finalmente per la pace di Costanza la bolognese repubblica, le repubbliche tutte italiane ebbero sanzione (1185). Nel secolo XIII. quieta al di dentro, temuta dai vicini popoli, la possanza di Bologna fu al colmo. Reggeva il freno di molte città della Romagna, sconfiggeva a Fossalta Modenesi, e Imperiali, (1249-1252 ), quelli astringeva ad obbedirgli, di questi il real duce, figlio di Federigo imperatore, traea cattivo in trionfo, sulle rive del Primaro fiaccava l'orgoglio al veneto Leone (1271). Solo un pensiero animava allora i Bolognesi, di far potente e temuta la natal terra, quindi l' unione, da questa la forza. Ma in quel secolo stesso sorte le nefande fazioni guelfe, e ghibelline che dilaniarono Bologna, non meno che gli altri itali municipi, essa riparava sotto all'ombra della chiesa; ma non pertanto gli odi, le ven lette, le stragi aveano fine. Profittava delle intestine discordie l'astuto Taddeo Pepoli, e superato l'emulo Brandoligi •^ Gozzadini, faceasi eleggere signore della patria nel 1557, quando, per le cause medesime, affievolite le altre popolazioni cominciavano ad avvezzarsi al comando d' un solo. A Taddeo Pepoli successero nel dominio i figli Giacomo, e Giovanni (1547), chę

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