Imágenes de páginas
PDF
EPUB

IL MONASTERO

DELLE CLARISSE IN S. APOLLINARE DI MILANO

(Documenti, sec. XIII-XVIII)

(Continuazione) (1).

IV. Il monastero di S. Apollinare dei Minori Conventuali passa al governo dei Minori Osservanti.

S. Apollinare godeva il privilegio di esenzione, ed era governato dai Frati Minori (2). La loro presenza veniva sovente richiesta anche nello stipulare atti di compra-vendita del monastero. Nella donazione di lire 55 terziole, fatta da Tuttabella a S. Apollinare (2 giugno 1255), onerandolo di quattro meggia di frumento in favore di fra Guido da Rho, O. F. M., residente in S. Francesco di Milano, compariscono quali testimoni fra Matteo da Canzo e fra Olivero Barbarava, O. F. M. (3). Nel 1271, 2 dicembre, nella compera di terreno per S. Apollinare, fanno da testimoni fra Leone Colleoni e fra Corrado da Parabiago, O. F. M. (*). Al 1 giugno 1283, comparisce come teste fra Corrado Gambaro, « commorans ad dictum monasterium »(5); agli 8 aprile fra Giovanni da Piacenza e fra Alberto da Montebello, dimoranti in S. Francesco di Milano eran stati chiamati quali consiglieri per la distribuzione dei frutti di una donazione a S. Apollinare (6). Nel 1286, 17 agosto, intervenne fra Giovanni da Montebreto, O. M. (); al 1 maggio 1288, fra Protasio Caimi, guardiano di S. Francesco di Milano, con fra Romerio Moriggia, lettore (); ai 16 sett. 1339 fra Pascio da Menaggio e fra Alberto Forneri da Ivrea, O. M. ("); ai 7 agosto 1344 fra Ottone da Cagnelis, guardiano (1); ai 19 sett. 1364 fra Rasino da Gallarate e fra Giampietro de Cambiis (1), tutti dei Minori, e sempre come testimoni.

Certi atti di maggior importanza richiedevano la licenza dei Minori. Nell' investitura, 27 aprile 1444, di un terreno del monastero a

[blocks in formation]

Giovanni Mariani, intervenne il Ministro Generale, P. Antonio Rusconi, quale superiore del monastero (1)..

Nel 1458 il monastero riteneva per visitatore il P. Ambrogio da Colle, professore di teologia, confermato da Bessarione, cardinal protettore dell' O: dine. Nel 1461 rimaneva ancora in carica (3).

Ma quando S. Bernardino da Siena eresse in Milano circa il 1418 il convento di S. Maria degli Angeli (detto S. Angelo), fuori Porta Nuova, lo popolò di ardenti suoi seguaci dei Minori della Regolare Osservanza. Gli Osservanti suscitarono in Milano i monasteri di S. Orsola di S. Chiara, di S. Maria di Cantalupo, detto poi di S. Bernardino, e di S. Maria di Gesù, che professavano la regola del II Ordine francescano. Di questi monasteri essi tenevano la reggenza per ordine pontificio (3).

Anche le Clarisse di S. Apollinare, per desiderio di maggior perfezione, a grande maggioranza implorarono dalla S. Sede il governo dei Minori Osservanti. Paolo papa II annui, ed ai 24 marzo 1469 spedi la bolla ad Elisabetta Belluschi badessa di S. Apollinare (*, dispensando i Conventuali dalla reggenza del monastero e dichiarandolo sotto la giurisdizione degli Osservanti (5). Promulgata la bolla, dieci monache, favorite dai Conventuali, rifiutaronsi contro il voto espresso della badessa e di trentun monache. Allora Paolo II, agli 8 novembre del 1470, emanò una seconda bolla, diretta al vicario generale (6) dell'arcivescovo di Milano, ordinandogli di tacitare le monache dissidenti ed i Conventuali loro favoreggiatori, nonchè i Minori Osservanti, perchè fossero eseguite le bolle ('). A conservare ai Conventuali la reggenza del monastero, si impegnò persino il ministro Generale, P. Zanetto da Udine, che tenne in proposito a Monza un colloquio con Gian Galeazzo Sforza, duca di Milano, incaricando all'uopo anche il ministro della Marca Trevigiana ("). Lo Zanetto proponeva allo Sforza la divisione del monastero da reggersi, una parte dai Conventuali, l'altra dagli Osservanti, secondo le aspirazioni delle monache ovvero concedere il passaggio ai monasteri dell' Osservanza a quelle che chiedessero il governo degli Osservanti. Il duca,

(1) Vedi n. CX. (*) Vedi n. CXI. Nel 1474, 22 dicembre, Maddalena Maggi nel testamento ordinava agli eredi suoi di offrire del panno per una cappa al P. maestro Ambrogio de Collis, O. M. (Arch. Not. Milano, Imbreviature Salomone Sudati, notaio di Milano). (3) Buonavilla, 1. c. 174-246. (ASM, F. R. P. A. Busta 166-8).

(4) Fu abbadessa dal 1447 al 1470 () Vedi n. CXII.

() I vicari generali erano due: Lancellotto dei conti Breida e Pino de Asti da Forli (Arch. Not. Mil. Imbr. G. Pietro, Ciocca, notaio della Curia Arciv. di Milano, vedi Imbreviature ott.-nov. 1470).

[blocks in formation]

per riguardo del P. Zanetto, rimise la proposta al consiglio giuridico, il quale (15 febbraio 1471) fu d'avviso di consultare la S. Sede (1) per mezzo dell' oratore Bracello, esponendo quelle modificazioni, che lo Sforza credesse opportune (2). L'affare fu rimesso al cardinale Francesco Della Rovere, già Ministro Generale O. F. M., il quale s'affrettò a riferire allo Sforza (13 marzo 1471), che il Papa attendeva l'esposizione dei fatti con l'espressione del di lui sentimento (3). Il duca non si fece attendere. Riferi (18 marzo) l'opposizione mossa dai Conventuali, ragione per cui gli Osservanti non accettarono S. Apollinare, onde le monache rimasero prive dai sacramenti. Invocò di far cessare gli scandali in Milano, riducendo all' impotenza i Conventuali e comandando agli Osservanti di assumere il governo del monastero (*). E per raggiungere l'intento incaricò anche Nicodemo da Pontremoli, perchè Paolo II ordinasse l'esecuzione delle Bolle, sospesa per i cavilli dei Conventuali, poichè in Milano gli Osservanti eran saliti in grande opinione, e le monache, sopra 36, ventiquattro con la badessa. imploravano il loro governo (5). Nicodemo assicurò il duca (3 aprile), che il Papa era dispostissimo ad assecondarlo ("). Ma lo Sforza, udito che il P. Zanetto aveva chiesto al Papa la divisione del monastero, ingiunse al Pontremoli (29 aprile) di implorare senz' altro la bolla in favore degli Osservanti, poichè la divisione presentava gravissimi inconvenienti ('). Il breve pontificio (17 maggio) ingiunse al Padre guardiano, sotto pena di scomunica, di prendere il governo di S. Apollinare (*). Segui tosto (1 giugno) un altro breve, in cui Paolo II esprime solo un desiderio: contentamur, ut ipsius monasterii curam suscipere debeas (°). Non è lungi dal vero il supporvi l'intervento del cardinal Della Rovere.

(1) Vedi n. CXV. (2) Vedi n. CXVI. (3) Vedi n. CXVII. (4) Vedi n. CXVIII. (5) Vedi n CX. Dalla spedizione delle bolle parecchie monache erano morte. (6) ASM, Potenze Estere, Busta 73. (7) Vedi n. CXX. (8) Vedi n. CXXI. (9) Vedi n. CXXII. Della modificazione del Breve, ne diede avviso al duca il Nicodemo ai 6 giugno 1471: ... Romanemo etiandio, ch'io facessi expedir el Breve per le monache de s. Apollinare de Milano, in modo sera perho ad satisfactione de quelle che vorano essere governate da observantini. Pur haverei voluto che esso breve fosse stato peremptorio. A Sua Beatitudine non è parso, dicendo che basta deroghi a omne cosa havesse concessa per lo passato in contrario. Et ad omne altra obstantia potesse fare contra dicte monache, come potrà intendere V. Subl.a per la copia ve mando in questa de dicto breve, qual me ingegnarò mandarvi prestissimo expedito secondo dicta copia. ... Ex Roma, VI iunii 1471. (ASM, Potenze Estere, Busta 73). E Benedetto Caimi, addetto alla segreteria di Stato di Milano, inviava col breve 1 giugno, questa sua a Cicco Simonetta, segretario ducale: Da Roma ho hauto le incluse letere de di ultimo del passato mese, le quali mando ad quella, adciò intenda quello me ha scripto, me pare che siamo ad coel è necessario che se scriva uno breve ducale ad quello secretario del papa, che è così contrario, chel lassa passare el primo breve, et che questa cossa gli sia

menzare,

per testamento di monache prima di emettere i voti solenni, annotiamo quelli di Suor Francesca Benedetta Del Conte ('), di Suor Paola dell'illustre casato Vimercati (2), della quale fu steso anche l'atto della sua professione (3), di Suor Stefana Mitti (*).

S. Apollinare godeva pure il diritto di sepoltura. Tra il 1505-1516 fu agitato un clamoroso processo. Ne sostenne i diritti il canonico della cattedrale, Andrea Fagnani, giudice e conservatore apostolico dei diritti, beni e persone dell' Ordine dei Minori; cui segui Francesco Murri, del duomo di Vercelli. Infine Pietro Allodio, prevosto della cattedrale e vicario generale di Ivrea, giudice tra S. Apollinare ed i curati di S. Calimero, pronunciò sentenza in favore del monastero per gli emolumenti funerari in occasione dei cadaveri di altre parrocchie, portati e sepolti in S. Apollinare (5). Pochi anni dopo, Francesco Caimi, con testamento 21 luglio 1521, elesse la sepoltura nella cappella di S. Biagio della chiesa di S. Apollinare, ordinando le esequie con 50 doppieri, così il settimo, il trigesimo e l'annuale con la messa cantata dal cappellano del monastero, senz' altri assistenti. Ingiunse ancora agli eredi di far celebrare in suo suffragio le Messe gregoriane nella detta cappella, di ornarla con pitture e munirla di cancelli, ed inoltre di solennizzare S. Biagio ogni anno, chiamandovi i frati di S. Angelo e di consegnare alla badessa lire 25 imperiali (").

Un altra clamorosa questione fu agitata tra S. Apollinare ed il monastero di S. Agnese. Bona Francesca Del Conte, educata in S. Apollinare, la cui famiglia vi teneva la sepoltura, quasi inconsapevole, fu introdotta dai parenti in S. Agnese delle Agostiniane, e quivi si mo nacò. Pentita, fuggi dal monastero e si ricoverò presso i fratelli e sorella, protestando di voler entrare in S. Apollinare. Nonostante le sue ragioni, sostenute da S. Apollinare, ed i suoi ricorsi ('), Giovanni Antonio Beolchi, prevosto di S. Maria Fulcorina di Milano, e conservatore di S. Agnese, assolvette dalla scomunica la Del Conte e pronunció sentenza (a. 1505), che dovesse restituirsi al suo monastero *).

Non risulta dal carteggio l'intromissione degli Osservanti in questo processo. Abbiamo invece l'assistenza continua dei medesimi nei vari atti di investitura e di vendita dei beni di S. Apollinare, i quali vengono stipolati con facoltà del vicario provinciale dell' Osservanza di Milano che dimostrano il modo, con cui si governava il monastero anche dal lato materiale (9).

() Vedi n. CXXXII.

(4) Vedi n. CXXXVII.

(2) Vedi n. CXXXV. () Vedi n. CXXXVI. (5) ASM, F. R. P. A. Milano, S. Apoll. Busta 65. (6) Ivi, Busta 63. (7) Ivi. Busta 64. (8) Vedi n. CXXXI. (9) Vedi nn. CXXXIII, CXXXIV, CXXXVIII-CXLI.

CX.

1444, 27 aprile. Investitura livellaria in Giovanni Mariano sopra un terreno in Mariano, facoltizzato dal P. Antonio Rusconi, Min. Generale O. M. [ASM, Fondo Relig. Parte Ant. Cart. 56].

In nomine Domini. Anno a nativ. eiusdem MCCCCXLIV... die sabbati, XIV mensis martii. Ad fenestras parlatorii monasterii ... S. Apollinaris... sitas in solario, congregato et convocato capitulo... impositione... Catarine de Cusano, Dei gratia abbatisse dicti monasterii, in quo ... aderante [sono nominate altre 31 monache, costituenti il capitolo; la badessa propone per le necessità del monastero di affittare a Giovanni Mariani un terreno, situato a Mariano, il che si approva. Ai 27 marzo venerdi si riaduna il capitolo, si torna sull'argomento].

Postea vero... die lune, XXVII aprilis, ad dictas fenestras in solario dicti parlatorii... congregato capitulo ... monialium... de impositione ... Catarine de Cusano ... ibique ... coram rev. in Christo patre et d. d. fratre Antonio de Ruschonibus, Dei gratia generali totius ordinis Minorum et superiore dicti monasterii s. Apollinaris [l'abbadessa espose la necessità di affittare detto terreno, dicendo di averne avuta licenza dal duca di Milano, e produce la lettera ducale dei 22 aprile 1444. Nella ducale si dice]: Et ipsius attenta continentia, nec non considerata informatione de premissis habita a R. P. d. Antonio Ruschono, sacre theologie professore et totius ordinis fratrum minorum Generali, per quam constat, quod si concedatur, quod procedi possit ad locationem hemphiteuticam, et prout supra requiritur. [Domanda il Generale]... ut licentiam ad faciendam dictam investituram libellariam largiri vellit et concedere... Qui dominus Generalis ipsam licentiam ... quantum in eo est, dictis modo et forma dedit et dat faciendi dictam investituram in dictum d. IohanQua licentia obtenta a... Generali et... Duce Mediolani, vigore dictarum litterarum,... abbatissa et moniales... investiverunt [eum]... Cui investiture libellarie et omnibus ... rev. sacre pagine professor d. fr. Antonius de Ruschonibus, generalis ... sedens pro tribunali supra quodam bancho sito ad dictas fenestras, quod banchum ipse... generalis... ellegit... pro eius loco, bancho et tribunali ydoneis pro predictis omnibus ... peragendis, suam et totius ordinis Minorum auctoritatem interposuit pariter et decretum cum cause et facti cognitione ...

nem ...

...

Actum ad dictas fenestras parlatorii... presentibus Bertolino de Puteobonello ... et Bonino de Montebreto... ambobus notariis et pro notariis, d. Stefano de Gambaloytis... d. Iohanne de Bascilicapetri... et Stefanino de Capellis... omnibus civitatis Mediolani, testibus idoneis ad premissa vocatis spetialiter et rogatis.

Ego Lanzalotus de Montebreto f. q. d. Antonii, civit. Mediol. porte Ticinensis, parocho S. Marie ad Circulum publicus imperiali auctoritate notarius, rogatus tradidi et scripsi. · Ego... Boninus de Montebreto notarius ... pro notario interfui et me subscripsi, iussuque suprascripti no

tarii scripsi.

« AnteriorContinuar »