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Il tenore del breve portò un raggio di speranza ai Conventuali. Adunati a Lodi pel capitolo, essi supplicarono (27 giugno) lo Sforza di piegarsi in loro favore (1). Ma il duca si mostrò inflessibile, ingiungendo al P. Cristoforo Piccinelli, vicario dell' Osservanza milanese, di assumere il governo di S. Apollinare secondo le disposizioni pontificie. Quantunque riluttante, egli ne prese la reggenza (*). . Il novello Pontefice Sisto IV, eletto addi 10 agosto 1471, il suddetto cardinale Della Rovere tentò lo Sforza di conservare ai Conventuali S. Apollinare, mettendogli in vista le loro benemerenze, e che gli Osservanti accettarono il monastero per deferenza verso di lui, e d'altra parte il suo predecessore, nell' ultimo breve, aveva espresso un solo desiderio (3). Frattanto il duca per mezzo del suo oratore persuadeva Marco Fantuzzi, vicario generale dell' Osservanza, di accettare S. Apollinare, ed informava il S. Padre, che il passaggio del monastero a S. Angelo di Milano non era stato invocato dagli Osservanti (*). In seguito (18 dicembre), esprimendogli i suoi nobili sentimenti verso i Conventuali, significava al Pontefice non esser più possibile recedere dalle disposizioni prese per S. Apollinare (5). Nel febbraio del 1472 il Fantuzzi visitò il monastero, e lo liberò dalle vessazioni di alcuni preti, ottenendo dallo Sforza la riconferma dalle esenzioni daziarie (6).

Sotto il nuovo governo S. Apollinare rifiori. Le monache accettarono le Costituzioni delle Clarisse milanesi (), prescriventi l'età dell'accettazione e della professione delle novizie, la rinunzia dei beni, la clausura perfetta, l'ufficiatura di notte e di giorno, le due ore di orazione (), la recita settimanale dei salmi penitenziali, la confessione e comunione mensile, la veglia notturna precedente la comunione, il digiuno dalla Natività della Madonna fino a Pasqua, permessi però i latticini, tranne i venerdi dell'anno e dai Santi al Natale, la disciplina tre volte in settimana, l' imposizione di penitenze nel capitolo, il lavoro

recomandata. lo scrivo poco ad vostra magnificientia, perchè sono uno poco alterado
et saparà provedere de quanto bisogna, la quale prega la se degna de avisarme de
quanto la scrivi in corte de Roma de questa cossa, ala quale sempre me ricomando.
Datum Mediolani, VIIII iunii 1471.
(1) Vedi n. CXXIII.

(2) Vedi n. CXXIV. (3) Vedi n. CXXV. (4) Vedi n. CXXVI.
(5) Vedi n. CXXVII.
(6) Vedi nn. CXXVIII-CXXIX.

() Ordinationi delle Monache di S. Orsola e altri Monasteri dell'Ordine di S. Clara, nella Provincia di Milano, fatte nel Capit. Provinc. dei Frati minori Osservanti, cellebrato nel convento di S. Angelo l'anno 1463, e per essi dato a Monache Osservanti. Stampato intorno al 1500. Nella Bibl. Braidense di Milano se ne conserva una copia.

(*) Dalla Pasqua all'8 sett., dopo Nona: overo nelle celle», e dall' 8 sett. alla Pasqua: Compieta et un'altra doppo il Matutino; 1 c.

stiano un'hora in oratione in chiesa stiano in oratione un' hora doppo

secondo la capacità, il silenzio rigoroso, le vesti umili del color cenerino, il letto di paglia, le fabbriche povere, previa approvazione del disegno da parte del vicario provinciale e di altri tre Padri. La badessa, che durava in carica per molti anni, si rinnovava entro il triennio (1). Il monastero prese l'appellativo dell' Osservanza di S. Chiara: ordinis Observantie s. Clare (2), crebbe in splendore, accolse molte vergini. Nel 1501 S. Apollinare noverava 68 monache, escluse le converse e le inferme, le quali elessero Boniforte Gira e Matteo Figini, quali sindaci e procuratori a ricevere l'elemosina dalla regia camera (3).

I privilegi di esenzione dalle tasse daziarie, rinnovati (27 ott. 1471) dalla duchessa, Bona di Savoia, da Lodovico il Moro (23 giugno 1491) duca di Milano (*) vennero riconfermati da Luigi XII, re di Francia, (30 aprile e 17 agosto 1504, 1 e 28 marzo, 9 maggio e giugno 1505) da Francesco II Sforza ai 26 giugno 1525 (5) e da Filippo, re di Spagna (a. 1553), duca di Milano (6). Il Pontefice Paolo IV (4 dic. 1557) esimeva S. Apollinare dalle decime (7).

Col numero crescente delle religiose aumentarono gli introiti, specialmente nell'atto d'ingresso al monastero o in occasione di professione.

Pietro Abbiati legava (9 febbr. 1509) lire 20 alla figlia Elisabetta, Clarissa in S. Apollinare. Il capitano Giuseppe Bresso (11 luglio 1511) si obbligò per lire 800 annue durante la vita di sua figlia, Suor Teresa. Angela nob. Ponzi, offriva libre 25 imp. annue per Suor Geroloma Crivelli. Cosi Bartolomeo Pirovano (27 ag. 1520) per la sorella Mammete, che entrava in monastero, dispose di lire 200. Paolina Savoldoni (24 maggio 1527) costitui suoi eredi le due figlie monache in S. Apollinare, qualora prima di loro morissero senza discendenti i suoi due figli (). Anna Crivelli, vedova del magnifico Cristoforo Ferrari, favori S. Apollinare (2 agosto 1548) di messa quotidiana, con ufficio anniversario di 31 messe, e della lampada accesa in tutti i venerdi e sabati. Offri le sue vesti di broccato, di oro, di ricamo e di raso incarnato e tutte le vesti vedovili per palli, pianete e arredi della chiesa, e ancora tutti i suoi mobili, disponendone sua sorella, monaca in S. Apollinare, alla quale gli eredi dovevano consegnare ogni anno due scudi d'oro. Infine una piccola collana e medaglie, tutto il filo che si troverà in casa alla di lei morte e tutti i beni, che gli eredi esigeranno dai suoi creditori, del cui valore si faranno celebrare messe in S. Apollinare (9). Tra le più generose offerte pervenute al monastero

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CXI.

1461, 23 nov. P. Ambrogio de Colle, O. M. Conv., presenta la patente della sua nomina di visitatore del monastero di S. Apollinare, [ASM, cart. 365].

In nomine Domini. Anno a nativ. eiusdem MCCCCLXI indict. X, die lune, XXIII novembris, pontificatus ... Pii... II anno IV. Coram venerabili viro d. fratre Ambrosio de Colle, s. pagine professore, O. F. M., deputato ad curam seu visitationem et gubernationem domus seu monasterii S. Apollinaris... per litteras tenoris subsequentis videlicet:

Bessarion, miseratione divina sacrosancte romane ecclesie episcopus Tusculanus, cardinalis Nicenus vulgariter nuncupatus, protector, gubernator et corrector ordinis Minorum ac monialium s. Clare,... dilecte filie abbatisse S Apollinaris O. S. Cl. extra muros Mediolani salutem in Domino sempiternam. - Nuper est nobis per te supplicatum, et in supplicatione tua expositum religiosum virum magistrum Ambrosium de Colle, s. pagine professorem, a superioribus suis hactenus deputatum ad curam seu visitationem seu gubernationem prefati monasterii nostri S. Apollinaris ob sue vite honestatem et sanctimoniam, diligentiamque in verbi divini predicatione, plurimum idoneum ac utilem et fructuosum esse predicte gubernationi seu visitationi nostri predicti monasterii. Quamobrem nobis supplicatis, ut eumdem, predictis rationibus et causis aprobare et confirmare dignaremur. Nos itaque, quibus cure est quidquid attinet ad salutem nobis commissarum animarum vestrarum, vestris supplicationibus inclinati, cupientes vos vitam honestam supradictam et Deo gratam agere qualiter ex professione vestra debetis, predictum magistrum Ambrosium vobis concedimus, aprobamus et confirmamus ad predictum gubernationis seu visitationis monasterii vestri onus et offitium nunquam ipse a predicto offitio amoveri possit a quocumque superiore suo, nobis inferiore. Volumus, insuper ad id accedente spetiali deliberatione et mandato nostro, et eiusmodi visitatorem vestrum predictum ortantes, ut impositi et iniuncti sibi oneris curam talem gerat, ut omnino operam suam laudabiliter in salutem animarum vestrarum exercuisse videatur. In cuius rei fidem et testimonium presentes nostras litteras fieri iussimus, nostrique sigilli impressione muniri. Datum Rome apud basilicam SS. Apostolorum in domibus nostre solite residentie, die 27 mensis octobris anno MCCCCLVIII indictione VI, pontificatus ... Pii divina clementia pape II anno 1.

CXII.

1469, 24 marzo. Paolo II alla badessa di S. Apollinare concede, che il monastero dai Conventuali passi alla giurisdizione dei Minori della Regolare Osservanza. [ASM, Bolle e Brevi, Cart. 45].

Paulus ep.... dilectis in Christo filiabus.. abbatisse et conventui monasterii S. Apolinaris Mediolanensis O. S. Clare sal. et ap. ben. — Vestre

devotionis sinceritas et sancte contemplationis vita per quam Altissimo in fervore spiritus continuum et devotum, sicut a fide dignis accepimus, impenditis famulatum, non iniuste merentur, ut petitionibus vestris, illis presertim que salutem et quietem animarum vestrarum respiciunt, favorabiliter annuamus. Cum itaque, sicut exhibita nobis nuper pro parte vestra petitio continebat, vos ex magno devotionis fervore et ob melioris vite frugem a cura, directione, visitatione et correctione fratrum ordinis Minorum Conventualium nuncupatorum domus S. Francisci Mediolanen. eximi et absolvi, ac cure, directioni, visitationi et correctioni fratrum dicti ordinis Minorum de Observantia nuncupatorum domus B. Marie de Angelis extra muros Mediolanenses, ut eorum sanis consiliis et patrociniis spiritualibus munite, firmius sub regulari observantia divinis exequendis beneplacitis vacare valeatis, subiici et submitti summopere affectetis. Nos igitur volentes vos, quantum cum Deo possumus gratiis et favoribus apostolicis confovere, vestris in hac parte supplicationibus inclinati, ut eo liberius quo quietius altissimo famulari possitis, te modernam et pro tempore dicti monasterii abbatissam, nec non illius conventum moniales et monasterium huiusmodi a cura, directione, visitatione et correctione omnique alia superioritate, iurisdictione et preeminentia dictorum fratrum Conventualium perpetuo prorsus et omnino eximentes, absolventes et totaliter liberantes, ipsisque fratribus Conventualibus, ne de cetero de te et ipsius monasterii abbatissa, conventu, monialibus et monasterio ipsis ullatenus se intromittant districtius inhibentes, te modernam et pro tempore abbatissam et conventum dicti monasterii illiusque moniales cure, directioni, visitationi et correctioni dictorum fratrum de Observantia ad instar S. Clare et S. Ursule monasteriorum Mediolanen. eiusdem ordinis S. Clare eorumdem fratrum de Observantia cure commissorum, auctoritate apostolica tenore presentium subicimus et submittimus, nec non eisdem fratribus de Observantia, ut tui et pro tempore abbatisse ac conventus nec non monialium et monasterii S. Apollinaris huiusmodi curam, directionem, visitationem et correctionem in se suscipiant et in viam mandatorum Domini dirigant atque gubernent eisdem auctoritate et tenore iniungimus et mandamus. Et nihilominus vobis abbatisse conventui et monialibus ac monasterio huiusmodi, ut omnibus et singulis exemptionibus, privilegiis, indultis, indulgentiis, gratiis, favoribus, immunitatibus et libertatibus S. Clare et S. Ursule predictis ac aliis dicti ordinis s. Clare monialium monasteriis presertim sub cura dictorum fratrum de Observantia existentibus quomodolibet in genere concessis, et quibus illa eorumque singulares persone gaudent seu gaudere poterunt quomodolibet in futurum, uti et gaudere valeatis, eadem auctoritate tenore presentium concedimus pariter et indulgemus. Non obstantibus premissis ac constitutionibus et ordinationibus apostolicis necnon monasteriorum et ordinum predictorum statutis et consuetudinibus, iuramento, confirmatione apostolica vel quavis alia firmitate alia roboratis ceterisque contrariis quibuscumque. Nulli ergo... liceat hanc paginam nostre exemptionis, absolutionis, liberationis, inhibitionis, subiectionis, submissionis, mandati, con

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cessionis et indulti infringere... noverit incursurum. Datum Rome apud S. Petrum anno incarnat. dominice MCCCCLXIX, IX kalendas aprilis, pont. n. a. VI (1).

CXIII.

1470, 8 nov. Paolo II al vicario generale dell' archidiocesi di Milano per lo scopo suddetto, ingiungendo ai Conventuali ed alle dieci monache dissidenti contro trentuna, ciò che aveva ordinato, e decretando che agli Osservanti venga effettivamente sottomesso il monastero di S. Apollinare. [Ivi].

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Paulus ep. dilecto filio vicario venerabilis fratris archiepiscopi Mediolanen. in spiritualibus generali s. et ap. ben. Humilibus personarum quarumlibet, presertim que mundanis illecebris et mortalis viri thoro propulsis uni sponso Christo Iesu voto se celebri desponsarunt, votis libenter annuimus easque favoribus prosequimur oportunis. Dudum siquidem pro parte dilectarum in Christo filiarum abbatisse et conventus monasterii S. Apolinaris Mediolanen. O. S. Cl. nobis exposito, quod ipse ex magno devotionis fervore [si ripete il tenore del num. preced. da questo punto sino a:] visitationem et correctionem susciperent et eas dirigerent atque gubernarent mandavimus, prout in nostris inde confectis litteris plenius continetur (2). Cum autem, sicut exhibita nobis nuper pro parte dicte abbatisse et triginta unius monialium dicti monasterii S. Apollinaris eidem abbatisse adherentium, que ut asserunt tres partes de quatuor partibus universarum monialium professarum dicti monasteri S. Apolinaris constituunt (3), dicti fratres Conventuales unacum decem ab eis subor natis monialibus dicti monasterii S. Apolinaris, nescitur quibus causa et colore moti, litteris et in eis contentis concessionibus huiusmodi, ne sortiantur effectum se opponant, ac propterea dicti fratres de Observantia eiusdem monasterii S. Apolinaris et abbatisse et conventus predictarum curam suscipere non curent pro parte earumdem abbatisse et ei adhe rentium monialium, nobis fuit humiliter supplicatum, ut dictis fratribus Conventualibus ac eis adherentibus decem monialibus predictis, ne de cetero quominus littere predicte suum debitum sortiantur effectum impedire presumant, sub censuris et penis ecclesiasticis inhibere ac prefatis fratribus de Observancia, ut iuxta dictarum litterarum continenciam monasterium predictum S. Apolinaris et illius conventum ac personas huiusmodi regant, dirigant et gubernent mandare, aliasque eis, ne ab earum bono et laudabili proposito huiusmodi divertere cogantur, ne premissorum occasione predictarum litterarum effectus frustrentur, providere de benignitate apostolica dignaremur. Nos igitur huiusmodi supplicationibus inclinati, discretioni tue per apostolica scripta mandamus, quatenus vocatis dictis fratribus Conventualibus et decem monialibus se opponentibus,

(1) La pergamena (mm. 513/380) è in ottimo stato; manca la cordicella del piombo. (2) Cioè appunto nel num. prec. (3) Vedi num. CXIX, p. 538s.

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