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I Re si riservano

metalli che si troveranno nelle terre scoperte.

terre e rendite, e ch' egtino faran case nella detta isola , e pianteranno le dette vigne ed orti, nella maniera e quantità che voi giudicherete opportuno. A condizione che nelle terre , monti, ed acque , che così darete e. ripartirete , le dette persone non possano avere, nè abbiano giurisdizione veruna civile, nè criminale, nè casa a maniera di castello, nè bandite , nè confine ritondo, tranne quello che avranno cerchiato di un muro in altezza; e tutto il rimanente privo di mura , raccoltine i frutti e i prodotti, sia pascolo comune a tutti. Così ancora riserbiamo a Noi il brasile (verzino), e qualunque metallo d'oro e d'argento , ed ogni altro metallo che si l'oro, l'argento, il trovasse in esse terre; e vogliamo similmente che quelle persone, eui darete e ripartirete le terre accennate, non possano in esse , nè in parte di esse, caricare, nè discaricare metalli, nè verzino, nè altra cosa veruna a Noi appartenente, e che per nostro comando si ha da caricare e scaricare. E ch'eglino solamente possano seminare , raccogliere, ritrarre, e godere i frutti , il frumento, le sementi, gli alberi, le vigne, e i cotoni, che nelle terre suddette semineranno e raccoglieranno, come si è detto. E vogliamo e comandiamo che le terre , che voi lor darete e ripartirete nella maniera indicata, niuna , nè alcuna persona , non le tolgano loro , nè occupino, nè sopra di esse, o di parte di esse pongano staggina , nè impedimento veruno; ma lascino che liberamente le tengano e posseggano, e se ne giovino, e le godano, giusta il tenore di questa nostra lettera. E non facciano diversamente nè gli uni , nè gli, altri per modo veruno, sotto pena della nostra grazia, e di dieci mila maravedis per la nostra Camera ad ognuno, che

operasse in contrario. Data nella villa di Medina del Campo, il giorno 22 del mese di luglio , l' anno della natività di nostro Salvatore Gesù Cristo mille quattrocento novanta sette.

Io il Res
Io Giovanni della Parra, Segretario del Re e della Regina nostri
Signori, l'ho fatta scrivere per ordine loro. E nel tergo della detta
lettera si leggeva : Accordata. Rodericus Doctor. Fernando Ortis
Pro-Cancelliere. Registrata. Dottor.

Io la Regina.

& Rey e la Reyua

.

DOCUM.

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Yndias a D. Bar. tolome Colon hermano del Almirante.

XXIII. . Don Fernando e Doña Ysabel por la gracia de Dios Rey e Reyna

de Castilla ec. Porque a los Reyes e Principes es propia cosa Herced del adeo de honrrar e sublimar e faser mercedes e graçias a los sus subditos,

e naturales, especialmente a quellos que bien e leal mente los sirven: Lo qual por nos visto, e considerando los muchos buenos e lea les serviçios que vos Don Bartolome Colon hermano de Don Christoval nuestro Almirante del mar oceano e Viso Rey e Governador de las yslas nueva mente halladas en las Yndias , Nos avedes fecho e fazedes de cada dia, e esperamos que nos fareys de aqui adelante, tenemos por bien e es nuestra merced e voluntad que

de aqui adelante vos llameys e yntituleys Adelantado de las dichus Yndias , e podades usar e exercer e faser en las dichas yslas e en cada una dellas todas las cosas que los otros Adelantados de los dichos nuestros Reynos pueden faser; e que ayades e gosedes e vos sean guardadas todas las honrras e gracias e mercedes e preheminencias e prerrogativas, que son devidas e se deven faser e ... segundo las leyes por Nos fechas en las cortes de Toledo, e las otras leyes de nuestros Reynos, a los otros nuestros Adelantados de los dichos nuestros Reynos, asy en sus Adelantamientos como fuere dellos. E por esta nuestra Carta, o por su traslado synado de escrivano publico, mandamos al yllustrissimo Principe Don Juan nuestro muy caro e muy amado fijo, e a los ynfantes, perlailos duques, marqueses, condes, e adelantados, e ricos omes , maestres de las ordenes, priores, comendadores e subcomites, e a los del nuestro consejo, e oydores de la nuestra abdiencia, alcaldes e alguaziles e otras justicias quales quier de la nuestra casa e corte e chançilleria, e a todos los consejos, justicias, regidores , cavalleros , escuderos , oficiales, e omes buenos de las çibdades e villas e logares de los dichos nuestrrs Reynos e Señorios, e al dicho nuestro Almi

I Be o la poegina

DOCUMENTO

XXIII.

Don Ferdinando e Donna Isabella per grazia di Dio Re e Regina craia della per di Castiglia ec. Essendo cosa propria de' Regi e de' Principi onorare e sublimare , e far grazie e favori a' loro sudditi e naturali, e spe- raglio. cialmente a quelli che bene e lealmente li servono, ed avendo Noi ciò veduto, e considerando i molti, buoni e leali servigj, che voi Don Bartolommeo Colon fratello di Don Cristoforo nostro Ammiraglio del mare Oceano, e Vicerè e Governatore delle isole nuovamente scoperte nelle Indie, ci avete fatti e fate ogni giorno, e che speriamo ci farete da ora innanzi, ci è sembrato bene , ed è nostro piacere e volontà che da ora in avanti vi chiamiate e intitoliate Prefetto delle Indie predette ; e possiate usare , esercitare e fare nelle dette isole e in ognuna di esse, tutte le cose, che far possono gli altri Prefetti de' nostri regni suddetti; e che abbiate e godiate, e vi sien mantenuti tutti gli onori , grazie, favori, preminenze e prerogative, che son dovute e si debbon fare e'. secondo le leggi da Noi fatte nelle Corti di Toledo, e le altre leggi de' nostri regni, agli altri Prefetti dei suddetti nostri regni, così nelle lor Prefetture, come fuori di esse. E per questa nostra lettera , o per la sua copia segnata da pubblico scrivano, comandiamo all'Illustrissimo Principe Don Giovanni, nostro carissimo ed amatissimo figlio, e agli Infanti Duchi, Marchesi , Conti e Prefetti, e ricchi uomini , Mastri degli Ordini, Priori, Commendatori, e Vicecomiti, e a quelli del nostro Consiglio, e agli Uditori della nostra Udienza , alcaldi, birri, ed altre giustizie qualunque sieno della nostra Casa , Corte e Cancelleria, e a tutti i Consiglj, Tribunali, Reggenti, cavalieri, scudieri, usliziali, e buoni uomini delle città , ville e luoghi de' suddetti nostri regni e dominj, e al detto nostro Ammiraglio, Viceré e Governatore delle dette isole , ed ai coloni e abitatori, e all' altra gente che in quelle stanno o sta

die a Don Bartolommeo Colcn fiatello dell'Ammi

>

Cod. Dip.

F. 23.

rante, liso Rey e governador de las dichas pslas, e a los vesinos e moradores, e a la otra gente que en ellas estan e estovieren e de asiento, o en otra qualquier manera, que de aqui adelante vos yntitulen e llamen e vos ayan e tengan por Adelantado de las dichas yslas e tierra firme, e vos guarden e fagan guardar todas las dichas honrras e preheminencias, prerrogativas e immunidades, que segundo las dichas leyes vos deven ser guardadas, e vos recudan e fagan recudir con los derechos e salarios al dicho oficio de nuestro adelantado añexos e pertenescientes , bien e complida mente en guisa que vos non mengue ende cose alguna: ca nos por esta nuestra carta vos criamos e fasemos Adelantado de las dichas yslas e tierra firme, que asy nueva mente se han fallado e descubierto en las Yndias, e vos reçebimos e avemos por reçebido al dicho ofiçio e al uso e exercicio del. e mandamos que en ello ni en parte dello, embargo ni empedimiento alguno vos non pongan ni consien tan poner. E sy de esto que dicho es quesierdes nuestra carta de previlegio, mandamos al nuestro chançiller e notarios e a los otros oficiales que estan a la tabla de los nuestros sellos, que vos lo den e pasen e sellen; e los unos ni los otros non fagan ende al por alguna manera, so pena de la nuestra merced e de dies mill mis a cada uno que lo contrario fisiere para la nuestra camera. E de mas mandamos al ome que les esta nuestra carta mostrare que plase que parescan ante nos en la nuestra corte do quier que nos seamos , del dia que los emplasare fasta quinse dias primeros syguientes so la dicha pena : so la qual mandamos a qual quier escrivano publico que para esto fuere llamado que de ende al que gelo mostrare escripto sygnado con su sygno, por que Nos sepamos en como se cumple nuestro mandado. Dada en la villa de Medina del Campo, a veynte e dos dias del mes de jullio, año del nascimiento de nuestro Salvador Jesu Christo de mill e quatrocientos e noventa

los em

e syete años.

Yo el Rey

Yo la Reyno.

Yo Juan de la Parra Segretario del Rey e de la Reyna nuestros señores la fis escrivir por su mandado. Y en las espaldas de la dicha carta desya: Acordada. Rodericus Doctor. Ferdinando Ortix Por chançiller. Registra la , Doctor.

terra

ranno stabilmente, o in altra maniera qualunque, che da ora in poi vi intitolino, e chiamino, ed abbianvi e tengan per Prefetto delle dette isole e terra ferma, e vi conservino e vi facciano conservare tutti li detti onori e preminenze, prerogative e immunità, che a norma delle citate leggi vi deggiono esser conservate ; e vi facciano riscuotere e riscuotano i dritti e salarj al detto ufficio di nostro Prefetto annessi e spettanti, così bene, e compiutamente, che non iscemino in parte veruna. Perciocchè Noi per questa nostra lettera vi creiamo e facciamo Prefetto delle dette isole, e ferma, che di recente si sono trovate e scoperte nelle Indie, e vi riceviamo ed abbiamo per ricevuto al detto uffizio, e all'uso ed esercizio di quello. E comandiamo che nè in esso, nè in parte di esso non mettano, nè lascin mettere sequestro, nè impedimento veruno. E se di questo che si è detto, chiederete nostra lettera di privilegio, comandiamo al nostro Cancelliere , a' Notaj, e agli altri uffiziali che stanno al banco de' nostri sigilli, che ve la dieno, rilascino e sigillino. E non facciano altrimenti nè gli uni, nè gli altri, sotto pena della nostra grazia e di dieci mila maravedis per la nostra Camera a qualunque facesse in contrario. E di più comandiamo all'uomo che mostrerà loro questa lettera , che gl' intimi di comparire davanti a Noi nella nostra Corte, ovunque Noi siamo, dal giorno della intimazione fino a 15 giorni prossimi seguenti , sotto la pena predetta. Sotto la quale comandiamo a qualsivoglia pubblico scrivano, che fosse chiamato a questo oggetto, che dopo aver ad essi mostrata la intimazione, ci mandi uno scritto segnato col suo segno, perchè Noi sappiamo come si adempiano i nostri comandi.

Data nella villa di Medina del Campo il giorno 22 di luglio, l'anno della natività di N. S. Gesù Cristo 1497.

To il Be.

To la Regina.

lo Giovanni della Parra, Segretario del Re e della Regina nostri Signori, l'ho fatta scrivere per ordine loro. E nel tergo della detta lettera si leggeva : Accordata. Rodericus Doctor. Ferdinando Ortix Pro-Cancelliere. Registrata , Doctor.

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