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nenza o dignità, alle quali appartengono, o possono appartenere le cose qui sotto espresse, o alle quali fosse presentata questa mia carta di privilegio, ovvero la copia di essa legalizzata e segnata da scrivano pubblico; e a ciascheduno di voi, salute e grazia : Sappiate che ho veduta una carta di privilegio, piegata a guisa di rotolo , e suggellata col mio sigillo di piombo pendente, che per mio comando fu dato a Don Alfonso Enriques mio zio, mio Almirante maggiore del mare, scritta in pergamena di cuojo; del tenore seguente:

Nel nome di Dio Padre e Figlio e Spirito Santo, che sono tre persone e un solo vero Iddio, che regna mai sempre; e della beatissima Vergine gloriosa Santa Maria sua Madre, che io tengo per Signora ed avvocata in tutte le opere mie; e ad onore e servigio del beatissimo apostolo s. Giacomo luce e specchio di tutte le Spagne, e padrone e condottiere dei Re di Castiglia miei predecessori , e mio; e di tutti i santi e le sante di tutta la corte celestiale. Ella è natural cosa , che tutti coloro , i quali servono ai Re con sincera volontà, tollerando gravi travagli ed affanni , ne ricevano grande guiderdone, a refrigerio grande e consolazione de' loro affanni: bene pur anco s'addice ai Re di dar guiderdone a loro, che bene gli servono ,

fare ciò che debbono , e sì ancora perchè sia d' esempio a coloro che il sapessero, o l' udissero, acciocchè servano con animo migliore. Nel che fare , a tre cose debbe avvertire il Monarca : primamente, qual sia la grazia ch'ei comparte ; di poi qualsia quegli cui la comparte , e come l' abbia meritata; in terzo luogo, qual pericolo o danno possa venire dal compartirla. Per chè ponderando lo e considerando tutte queste cose ed altre , e i molti e buoni servigj che voi Don Alfonso Enriques mio zio e mio prefetto maggiore del mare, faceste al Re Don Giovanni di chiara memoria, avolo mio, al quale conceda il Signore il santo paradiso, e al Re Don Enrico mio padre e Signore, cui Dio perdoni, e avete fatti e in ciaschedun giorno a me fate, e il lignaggio del quale aveste origine, e il debito che ho con voi, e chi voi siete; e per darvene e quien vos soys; e por vos dar galardon dellos, quiero que sepan por este mi previlegio todos los ombres que agora son, o seran de aque adelante, como yo don Juan por'la gracia de Dios rey de Castilla , de Leon, de Toledo , de Galisia , de Sevilla , de Cordova, de Murcia , de Jahen , del Algarbe, de Algesira , e señor de Viscaya e de Molina, vi una carta del dicho señor rey don Enrriques mi padre, e mi señor, que Dios perdone, escripta en papel , e firmada de su nombre e sellada con su sello en las espaldas, fecha en esta guisa.

si per

Don Enrriques por la gracia de Dios Rey de Castilla, de Leon , de Toledo , de Galisia , de Sevilla , de Cordova , de Murcia, de Jahen, del Algarbe , de Algesira ; e señor de Viscaya e de Molina : por faser bien e merced a Vos don Alfon Enrriques mi tio por los muchos , e leales, e señalados servicios , que fesistes al Rey don Juan mi padre e mi Señor, que Dios perdone , e avedes fechos e fasedes a mi de cada dia ; e por vos dar galardon dellos, fago vos mi Almirante mayor de la mar, e quero , e es mi merced que sereis de aqui adelante mi Almirante mayor de la mar, segundo lo solia ser el Almirante don Diego Hurtado de Mendoca , que es finado; e que ayades el dicho Almirantadgo con todas las rentas, e derechos, e jurisdiciones que le pertenecen, e pertenecer deven en qual quier manera , segundo mejor e mas complidamente los avia el dicho don Diego Furtado, e los otros Almirantes que fasta a qui han sydo. E por esta mi carta mando a todos los

per lados e maestres, condes, ricos omes, cavalleros, e escuderos, e a todos los concejos, e alcaldes , e alguasiles, e merinos , e prestamos, e prebostes, e otras justicias quales quier de la muy noble cibdad de Sevilla, e de todas las otras çibdades e villas e lugares de los nos reynos e senorios , e a los capitanos de la mar, e al mi armador de la flota, e patronos , e comites de las mis galeas, e a los maestres e marineros , e mercantes, e otras personas quales quier, que anduvieren e navegaren por la mar, e a qual quier e quales quier dellos, que Vos ayan e obedezcan a Vos el dicho don Alfon Enrriques, por mi Almirante mayor de la mar en todas las cosas , e cada una

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guiderdone, vo' che sappiano per questo mio privilegio tutti gli uomini che ora sono, e saranno di poi, come io Don Giovanni

per grazia di Dio Re di Castiglia, di Leon, di Toledo, di Galizia, di Siviglia, di Cordova, di Murcia, di Jahen, dell'Algarve, di Algesira, e Signore di Biscaja e di Molina, ho veduto una carta del detto Signor Re Don Enrico mio padre e mio Signore, che Dio abbia in grazia, scritta in carta, e firmata col suo nome , e suggellata nel tergo col suo sigillo, fatta in questa guisa.

Don Enrico per grazia di Dio Re di Castiglia, di Leon, di Toledo, di Galizia, di Siviglia, di Cordova, di Murcia , di Jahen, dell' Algarve, di Algesira, e Signore di Biscaja e di Molina: Per far beneficio e grazia a voi Don Alfonso Enriques mio zio pei molti e leali e segnalati servigj, che faceste al Re Don Giovanni mio padre e mio Signore, al quale Dio perdoni, e avete fatti e ogni di fate a me, e per darvene guiderdone, faccio voi mio Almirante maggiore del mare, e voglio, ed è mio piacere, che siate da ora in avanti mio Almirante maggiore del mare, com'essere soleva l’Almirante Don Diego Hurtado di Mendoza, che è trapassato; e che abbiate il detto Ammiragliato con tutte le rendite, i dritti, e le giurisdizioni che ad esso appartengono, e deggiono appartenere , in quella miglior maniera e pide compiuta, con che gli aveva il detto Don Diego Hurtado, e gli altri almiranti che ci furono insino ad ora.

per questa mia carta comando a tutti i prelati e mastri, conti, baroni, cavalieri e scudieri, e a tutti i consiglj, e alcaldi e birri, caporali, ajutanti, prevosti, e agli altri giustizieri, qualunque sieno, della nobilissima Città di Siviglia, e di tutte le altre Città e Ville, e luoghi de' nostri regni e dominj, ed a' capitani del mare, e al mio armatore della flotta, e a'padroni e comiti delle mie galere, ed a' maestri, marinaj, e mercanti, e ad ogni e qual si voglia persona, che andassero e navigassero per mare, e a qual si sia, e a.quali si sien di loro, che v'abbiano e ubbidiscano a voi, sopraddetto Don Alfonso Enriques, per mio Almirante maggiore del mare in tutte le cose, e in ciascheduna di esse, che al detto uffizio dell'Ammira

F. 3.

E

Cod. Dip.

dellas, que al dicho oficio del Almirantadgo pertenesçen , e que Vos recudan e fagan recudir , con todas las rentas é derechos que por razon del dicho oficio pertenesçen e pertenesçer vos deven, bien e complida mente en guisa que vos non mengue ende cosa alguna, segundo que mejor e mas complidamente avian e obedecian, e recudian al dicho Almirante don Diego Furtado, e a los otros Almirantes que fasta a qui han seydo. E por esta mi carta Vos do todo mi poder complida mente, para que podades usar, e usedes de la jurediçion çevil e creminal, que al dicho oficio de Almirantadgo pertenecen e pertenescer deven en qual quier manera en todos los derechos de la mar, asi para dar cartas de represarias , e judgar todos los pleitos que en ella acaesçieren , como en los puertos , e en los lugares dellos , fasta do entra el agua salada ,

salada , e navegan los navios: e que Vos el dicho Almirante ayades poder de poner, e pongadais vuestros alcaldes e alguasiles, e escrivanos, e oficiales en todas las villas e logares de los mis reynos que son puertos de mar; e para que conozcan e libran todos los pleytos criminales, e çeviles, que acaesçieren en la mar, e en el rio donde llegaren las crecientes e menguaren: segundo, e en la manera, que mejor e mas complida mente los otros nuestros Almirantes pasados lo pusieron, e pusierdes en la dicha cibdad de Sevilla. E por esta mi carta mando a los del mi consejo, e a los ofdores de la mi abdiencia, e alcaldes de la mi corte, e a todas las otras justicias de las dichas villas e logares de los puertos de la mar, e de los mis reynos , que se non entremetan de conocer ni librar los dichos pleytos, ni perturbar a Vos, ni a los dichos vuestros oficiales de la dicha vuestra juredisçion, que pusierdes por vos para conozçer de los dichos pleytos, en la manera que dicho es. E sobre esto mando al mi chanceller mayor e notarios e escrivanos e otros oficiales quales quier,que estan en la tabla de los mis sellos , que Vos den, e libren, e sellen mis cartas de previlegio la mas fuertes e firmas e bastantes, é con mayores firmezas, que fueren menestrer, e segundo fueron dadas a los otros Almirantes vuestros antecesures, o a qual quier d'ellos, que mas complida mente lo ovieron; e los unos, ni los otros non fagades ende del por alguna ma

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gliato appartengono, e che vi paghino e faccian pagare tutte le rendite, e dritti, che per ragione del detto ufficio appartengonvi, o appartener vi debbono, bene e compiutamente, in guisa che di cosa niuna venganvi scemate, in quella migliore e più compiuta maniera, con la quale riceveano, ubbidivano e pagavano il detto Almirante Don Diego Flurtado, e gli altri almiranti, che furono insino ad ora. E per questa mia carta vi dò tutto il mio potere compiutamente, acciocchè possiate usare ed usiate della giurisdizione civile, e criminale, che al detto ufficio dell'Ammiragliato appartengono, e debbono appartenere in qualsivoglia modo in tutti li dritti del mare, così per concedere earte di rappresaglie, e giudicare tutti i piati che in mare accadessero, come anche ne' porti e ne' luoghi tutti, dov' entra l'acqua salsa e navigan bastimenti; e che Voi sopraddetto Almirante abbiate l'autorità di porre e ponghiate i vostri giudici, e birri, e scrivani, e ufficiali in tutte le città e luoghi de' miei regni, che sono porti di mare, perchè conoscano e decidano tutte le liti criminali , e civili, che accadessero in mare o ne' fiumi , entro i quali giugne il flusso e riflusso del mare; secondo, e nella migliore e più compiuta guisa che gli altri miei Almiranti passati li posero, e voi li porrete nella detta Città di Siviglia. E per questa mia carta ordino a quelli del mio consiglio e agli uditori della mia udienza e alcaldi della mia corte, e a tutti gli altri tribunali delle dette Città, e luoghi de' porti di mare, e de' miei regni, che non s'intromettano di conoscere nè di decidere le cause sopraddette, e non turbino la vostra giurisdizione nè a voi, nè a’detti vostri ufficiali, che porrete in luogo vostro a conoscer le dette cause nella maniera di sopra espressa. E sopra questo, ordino al mio Cancellier maggiore, e a' notaj, scrivani, e altri ufficiali qualunque sieno, che stanno al banco de' miei sigilli, che vi dieno e spediscano e sigillino le mie carte di privilegio le più forti, e ferme, e sufficienti e con le maggiori validità, che saran necessarie, secondo che furon date agli altri almiranti vostri antecessori, o a qual si voglia di essi, che più compitamente le ottennero. E gli uni e gli altri non fate cosa contro a ciò per veruna maniera ,

runa maniera, sotto pena della mia

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