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die il terzo di es. sc,e di cio che in esse si trova, avendole egli conquistate come Almi. rante con l'armata

'La copulativa e pare leggere: abbia la

dando egli in

Almirante possa fare, o comandar che sia fatta, e faccia giustizia in forza di questo, di lui e di loro, e dargli o comandare che sia data sul luogo la entrante delle Inpena o le pene che si hanno meritate secondo il dritto. E piacemi che di tutti i guadagni che il detto mio Ammiraglio maggiore avesse o facesse nella mia flotta, o sul mare, Io ne abbia le due parti; delle LL. AA. e il detto Ammiraglio la terza parte; e andando ' egli in persona su la detta flotta ancorchè la detta flotta , o parte di essa si allon- Loadi, dovendosi tani per suo comando, o senza suo comando; ed oltre a ciò che sono parte, antutte le galere, che si armeranno d'ordin mio per guatlagnare ; del sona. guadagno che ne avrò, saranno mie le due parti; e del detto Ammiraglio la terza parte. Giudico bene ancora, e comando che tutte le galere e navi e galeotte e legni ed altre fuste qualunque sieno, che armassero per altre parti, delle quali io debba avere il quinto; di tal quinto io ne abbia le due parti, e sia la terza dell'Almirante. Piacemi ancora che ogni qual volta il detto mio Almirante facesse armare per

mio comando, possa prendere e prenda quattro uomini accusati di alcun misfatto, per cui debbano esser dannati a morte, tra i carcerati qualunque sieno che si trovassero, o venisser condotti nella detta Città di Siviglia, o in altro porto qualunque de' miei regni e dominj, noleggiati, o da noleggiare, che possa

il detto mio Ammiraglio caricare in quello o in quelli la terza parte per se a norma del prezzo o de' prezzi con che venisser noleggiati, o saran noleggiati. Similmente mi piace che il detto mio Ammiraglio abbia il detto mio Ammiragliato ...... e giurisdizione civile e criminale bene e compiutamente in tutti i porti e luoghi di tutti i miei regni e dominj, che sien porti di mare, come la detta Città di Siviglia, con tutti i poteri, e diritti che al predetto ufficio dell'Ammiragliato appartengono, o debbono in qualsivoglia modo

ap partenere. Ed oltre ciò che tanto egli, come coloro, ch'ei mettesse in sua vece, abbia, e possa usare, ed usi della detta giurisdizione civile e criminale in qualunque maniera, in tutti li detti porti di mare, e nelle Città e luoghi loro, così per concedere patenti di rappresaglie, e giudicare tutte le liti, che nel detto mare e nei fiumi accadessero, come ne' detti porti e ville e luoghi loro, fin

Cod. Dip.

F. 4.

para que conozcan e libran todos los pleitos criminales, o çeviles , que acaesçieren en la mar, o en el rio por donde llegare creciente e menguare, segundo , e en la manera que mejor e mas complida mente los otros Almirantes , o qual quier dellos, los pusieron en la dicha çibtat de Sevilla. E mando a los sobre dichos del mi consejo, e oydores de la mi abdiencia, e alcaldes de la dicha mi corte, e a todas las otras justicias de las dichas villas e logares de los dichos puertos de la mar de los dichos mis reynos , que se non entremetan de conoscer, ni librar los dichos pleitos , ni de perturbar ni perturben al dicho mi Almirante , ni a los dichos sus oficiales qu'el por si pusiere para conocer de los dichos pleitos, en la manera que dicha es , la dicha jurediçion civil ni criminal , ni parte della. E defendo firmemente que ninguno, nin algunos, non sean osados de yr, nin pasar contra la dicha carta del dicho señor Rey mi padre el mi señor, que Dios perdone, ni contra as mercedes, ni franquesas , ni libertades en ella, e en esto dicho mi previlegio, contenidas , ni contra parte dellas , agora, nin de aqui a delante, paraglos quebrantar, o menguar ningunas , ni algunas dellas: e qualquier, o quales quier, que lo contrario fisieren , o contra ello, o contra parte dello fuesen o pasasen , avrian la mi yra, e pechar meyan en pena por cada vegada , que contra ello fuesen , o pasasen , dos mill doblas castellanas de fino oro, e de justo peso; e al dicho mi Almirante mayor, o a quien su bos toviese, todos los danos , e menos cabos, que po rende recibiesen, doblados , e de mas a los cuerpos e a lo que toviesen me tornaria por ello. E mando a las dichas justiçias, e a cada uno de vos en vuestros logares e juridiciones, que prendades en bjenes de aquel , o aquellos que contra ello, o contra parte dello, fueren , o pasaren , o quisieren yr o pasar, por la dicha pena de las dichas dos mill doblas a cada uno por cada vegada , e las guarde para faser de ellas lo que la mi merced fuere. E otrosy emendades e fagades emendar al dicho mi Almirante mayor, o a qui cn la dicha su bos toviere, de todos los dichos daños e menos cabos, que por la dicha rason recibiere , doblados; como dicho es. E de mas por qual quier o quales quier por quien fincare delo asi faser dove entra l'acqua salsa, o navigan li navigli; e che il detto Almirante metta i suoi alcaldt e birri e scrivani, e ufficiali in tutte le Città, e luoghi de' miei regni e domini, che sono porti di mare, perchè conoscano e decidano tutte le liti criminali e civili che accadessero nel mare, o ne' fiumi, entro i quali penetra il flusso e riflusso, secondochè e in quella migliore e più compiuta guisa li posero in detta Città di Siviglia gli altri Almiranti, o taluno di essi. E comando ai sopraddetti del mio consiglio, e uditori della mia udienza, e alcaldi della detta mia corte, e a tutti gli altri magistrati delle dette ville e luoghi dei detti porti di mare de predetti miei regni, che non s'intromettano a conoscere, nè a decidere le dette liti, nè a turbare, nè turbino il detto mio Almirante, ne i detti suoi ufficiali ch'egli sostituisse in suo luogo a conoscer le dette liti nella maniera sopra indicata, nella predetta giurisdizione civile o criminale, nè in parte veruna di essa. E fermamente proibisco che niuno, nè alcuno sia ardito di andare, o ecceder contra la detta carta del detto Signor Re mio Padre e mio Signore, al quale Dio perdoni, nè contro alle grazie , franchigie, libertà in quella e in questo mio privilegio contenute, nè contra parte di esse; ora e di poi per violargliele, o diminuire niuna nè alcuna di esse. E qualsivoglia , o quali si vogliano, che il contrario facessero, o contro di esso, o di parte d' esso andassero o eccedessero, incorrerebbero il mio sdegno, e pagherebbonmi in pena, per ogni volta che contro di esso facessero, o eccedessero, due mila doppie castigliane di oro fino e di giusto peso, e al detto mio Almirante maggiore, o a chi ne avesse procura, il doppio di tutti li danni e scapiti, che per ciò ricevesse; e per esso lui io procederei contro alle

persone e i beni loro. E comando ai detti magistrati e a ciascheduno di voi ne' vostri luoghi e giurisdizioni, che dei beni di colui, o di coloro, che contra di esso, o contro parte di esso, andassero, o eccedessero, o cercassero andare ed eccedere,

prendiate per

la detta pena delle indicate due mila doppie a ciascheduno per ogni volta; e le conserviate per farne quello che sarà di mio piacimento. Ed altresì che compensiate e facciate compensare al detto mio. Ale complir, mando al ome que este mi previlegio mostrare, traslado sygnado, como dicho es, que vos enplase , que parescades ante mi , do quier que yo sea, vos los dichos consejos por vuestros procuradores e suficientes , e uno o dos de los oficiales de cada çibdad, o villa , do esto acaesçiere, personalmente, con procuration de los otros oficiales vuestros compaños, del dia que vos enplaseren en quinse dias primos syguentes , so la dicha pena, a desir por qual rason no complides mi mandado. E mando so la dicha pena a qualquier escrivano publico que para esto fuese llamado que

de ende al que vos la monstrare, testimonio sygnado con su sygno, por que yo sepa en como se cumple mi mandado. E desto le mando dar al dicho don Alfon Enrriques mi Tio e mi Almirante mayor de la mar este mi previlegio escripto en pergamino de cuero ,

rodado, e sellado con mi sello de plomo colgado en filos de seda. Dada en la villa de Valladolid diez e syete dias de agosto, año del nascimiento de nuestro Señor Jesu Xristo de mill e quatroçientos e diese 'e seys años. Yo el sobre dicho Rey don Juan reynante en una con la Reyna doña Catalina mi madre , e mi Señora , e mi tuctora , e regidora de los mis reynos , e con la infanta doña Catalina mi hermana , en Castilla , e en Leon , e en Toledo , en Galisia, e en Sevilla , e en Cordova , e en Murcia, e en Jahen , e en Baeça, een Badajos , e en el Algarbe, e en Algesira, e en Viscaya, e en Molina , otargo este previlegio, e confirmolo.

El ynfante don Juan primo del dicho Señor Rey, e su mayor domo mayor, confirma.

Don Enrriquez su hermano, primo del dicho Señor Rey , maestre de Santiago, confirma.

El ynfante Don Pedro su hermano, primo del dicho Señor Rey, confirma.

mirante maggiore, o a chi ne avesse procura, il doppio di tutti i predetti danni, e scapiti, che ricevesse per la ragione indicata; come si è detto. Ed innoltre per qualsivoglia o quali si vogliano, i quali trascurassero di così fare, ed eseguire, comando all'uomo che presenterà questo mio privilegio, o la copia d'esso, segnata come si è detto, che v’intimi di comparire al mio cospetto, dove che io sia, voi consiglieri predetti per mezzo de'vostri procuratori e mallevadori, e uno o due degli ufficiali di ogni Città o Villa , dove ciò accadesse, personalmente, con procura degli altri ufficiali vostri compagni, dal giorno della intimazione a quindici giorni prossimi seguenti, sotto la pena sopra espressa, a dire per qual ragione non eseguiste il mio comandamento. E comando sotto la detta

pena a qualsivoglia scrivano pubblico, chiamato a tale oggetto, che a colui che ve lo mostrerà, dia un certificato segnato col suo segno, perchè io sappia come si adempie l'ordin mio. E comando che sopra ciò sia dato al detto Don Alfonso Enriques mio Zio, e mio Ammiraglio maggiore del mare, questo mio privilegio scritto in

pergamena di cuojo piegato in forma di rotolo, e suggellato col mio sigillo di piombo attaccato a fili di seta. Data nella villa di Vagliadolid nel giorno diciassette di agosto, l'anno della natività di nostro Signor Gesù Cristo mille quattrocento sedici. Io il sopraddetto Re Don Giovanni regnante insieme colla Regina Donna Caterina mia Madre e mia Signora, e mia Tutrice e Reggente de' miei regni, e con la Infanta donna Caterina mia Sorella, in Castiglia , e in Leon, e in Toledo, e in Galizia, e in Siviglia , e in Cordova, e in Murcia, e in Jahen , e in Baeza, e in Badajoz, e nell’Algarve, e in Algesira, e in Biscaja, e in Molina, concedo questo privilegio, e lo confermo.

L'infante Don Giovanni, Cugino del detto Signor Re e suo Maggiordomo maggiore, conferma.

Don Enrico suo fratello, Cugino del detto Signor Re, Mastro di Santo Jago, conferma.

L'infante Don Pietro suo fratello, Cugino del detto Signor Re, conferma.

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