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15

F283

2

Fea, Carlo,
[Opere v.5

STORIA

DELLE SALINE D' OSTIA

INTRODOTTE

DA ANCO MARCIO

QUARTO RE DI ROMA

DOPO LA FONDAZIONE DI QUELLA CITTA.

DISSERTAZIONE

STORICA-FISICA-LEGALE

DELL'AVVOCATO

D. CARLO FEA

COMMISSARIO DELLE ANTICHITA'

IN DIFESA

DELLA REV. CAMERA APOSTOLICA.

Bonum ex integra causa,
defectu. Aristot.

109235

2

malum ex quocumque

ROMA MDCCCXXXI

NELLA STAMPERIA DELLA REV CAMERA APOSTOLICĂ,

Nihil est tam sanctum, quod non violari: nihil tam munitum, quod non expugnari pecunia possit. Cicero Act. 2. in Verrem

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DEL SEGUENTE OPUSCOLO.

ᎧᎧᎧᎧᎧᎧᎧᎧᎧᎧᎧᎧ

Due

ue oggetti sono stati qui presi in considerazione. PRIMO. La causa privata del fu Giuseppe Vitelli, come enfiteuta dei terreni della Ven. Mensa Vescovile d'Ostia, e insieme della stessa Mensa in favore di lui, contro la Reverenda Camera Apostolica; per una pretensione di 40. e più mila scudi in emenda di danni supposti cagionati nel 1818. al 1826., e qualche altro appresso, dalla espansione delle acque dello stagno in tempi principalmente di stagioni piovose, nelle parti, che più da vicino circondano quei terreni e ciò mediante stravaganti relazioni di alcuni periti idraulici, e agrimensori (pag. 1. e seguenti), per le quali i danni ripartitamente ogni anno avrebbero di molto superato il canone di 5100. scudi (1.), e ogni fruttato delle terre e delle macchie.

"

E' stato facile di ribattere la detta pretensione; benchè approvata dal Tribunale Collegiale Camerale Sagra Rota (4. 5. 17. 19. 21. 36.).

e dalla

La nuova difesa per la Reverenda Camera si è ridotta a 3. punti, ognuno de' quali sarebbe sufficiente per una compita vittoria contro una lite, che potrà ora ravvisarsi per calunniosa ; condotta dall' Avversario e suoi Difensori in modo poco decente, e rispettoso, per non dire insultante; quasi che fosse una causa, non di diritto pubblico di sovranità; ma fra due privati uguali in diritto per interessi privatissimi (10.).

"

1. Si nega al sig. Vitelli l'azione da intentare lite per ciò contro la Reverenda Camera; non avendola egli avuta, per legittimare la sua persona, nè dalla natura dell'enfiteusi direttamente; nè per cessione della Mensa, la quale non gliela ha ceduta, nè potea cederla (3. 5. 10. 18. 22. 24. 32. ) 2. Si prova (63.), che la Ven. Mensa non poteva fare quella enfiteusi; perchè specie di alienazione proibita da

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