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di maniera che di quello che resterà libero e netto , abbia, e tolga
per sè medesimo la decima parte, e ne disponga a suo piacimento,
dando le altre nove parti alle Altezze Vostre.
Piace alle LL. Altezze.

GIOVANNI DE COLOMA. Similmente, che se a motivo delle mercanzie ch'egli porterà nelle isole e terre predette, che si acquisteranno o si scopriranno, com'è detto, o che da altri mercanti in questo tempo si trasportassero da quelle parti alle nostre, nascesse alcuna differenza nel luogo dove si terrà e farà il detto commercio , egli prega le Altezze Vostre, che se per la preminenza del suo ufficio di Almirante gli spettasse la cognizione di tal causa, egli o il suo Tenente, e non altro Giudice, conosca simili cause; e cosi decidano fin d'ora.

Piace alle Altezze loro, se ciò appartiene al detto ufficio di Almirante, secondo che l'ebbe l'Almirante Don Alfonso Enriques, e gli altri suoi antecessori ne’loro distretti, essendo giusto.

GIOVANNI DE COLOMA. Item, che in tutte le navi che si armeranno per detto traffico e negozio, sempre, e quando e qualunque volta si armeranno, possa il detto Don Cristoforo Colon, se il volesse, contribuire e pagare l'ottava parte di tutto quello che si spendesse nell'armarle; e che abbia a prender similmente l'ottava parte del profitto, che risultasse da tale armata. Piace alle Altezze loro.

GIOVANNI DE COLOMA. Sono conceduti, e spediti con le risposte delle Altezze Vostre nel fine di ogni articolo. Nella villa di Santa Fè della pianura di Granata il giorno diciassette Aprile, l'anno della natività di N. S. Gesù Cristo mille quattrocento novantadue,

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E agora por quanto vos el dicho Don Christoval Colon nuestro Almirante del mar oceano e nuestro Viso Rey e Governador de la terra firme e yslas, nos suplicastes

suplicastes e pedistes por merced que por que mejor e mas complida mente vos fuese guardada la dicha carta de merced a vos e a vuestros fijos e decendientes, que vos la confirmasemos e aprovasemos e vos mandasemos dar nuestra carta de previlegio della, o como la nuestra merced fuese, e nos acatando lo suso dicho e los muchos e buenos e leales e grandes e continuos servicios que vos el dicho Don Christoval Colon nuestro Almirante e Viso Rey e Governador de las yslas e terra firma descubiertas e por descobrir en el mar oceano en la parte de las Yndas nos avedes fecho e esperamos que nos fareys, especialmente en descobrir e traer a nuestro poder e so nuestro Señorio a las dichas yslas e terra firme, mayor mente por que esperamos con ayuda de Dios nuestro Señor redundara en mucho servicio suyo e honrra nuestra e pro e utilidad de nuestros reynos e señorios, por que esperamos con ayuda de Dios que los pobladores Yndios de las dichas Yndias se conver

tiran a nuestra sancta fe catholica, tovimoslo por bien: e por esta orale che non dicha nuestra carta de previlegio, e por el dicho su traslado syColon, con que gnado, como dicho es; de nuestro propio motuo, e cierta sciencia,

e poderio real absoluto, de que en esta parte queremos usar, e usaque alguno" sea mos, confirmamos e aprovamos para agora, e para siempre jamas a venir a lo otor. Vos el dicho Don Christoval Colon, e a los dichos vuestros fijos,

nietos, e descendientes de vos e dellos, e a vuestros herederos, la sobre dicha nuestra carta suso encorporada, e la merced en ella contenida: E queremos, e mandamos, e es nuestra merced e voluntad, que vos vala, e sea guardada a vos, e a vuestros fijos, e descendientes, agora e de aqui adelante inviolablemente para agora e para siempre jamas, en todo e por todo, bien e complida mente, se-, gund e por la forma e manera, que en ella se contiene; ý sy neçesario es agora de nuevo vos fasemos la dicha merced: E defendemos firma mente que ninguna, ni algunas personas, non sean osadas de vos yr ni venir contra ella, ni contra parte della, por vos la quebrantar, ni menguar en tiempo alguno, ni por alguna manera.

Confirmacion de

Don Christoval

passen e se estableçan en si, en sus hijos, nietos y

,

gado por Sus Alo tesas.

Ora, essendochè voi suddetto Don Cristoforo Colon nostro Almirante del mare Oceano e nostro Viceré e Governatore della terra ferma ed isole, ci supplicaste , e chiedeste per grazia, che a meglio e più compiutamente conservare la detta carta di grazia a Voi, e a' vostri figli e discendenti, ve la confermassimo ed approvassimo, e comandassimo che ve ne fosse data la lettera di grazia, e come fosse di nostro piacere; Noi considerando le cose dette, e i molti e buoni e grandi e leali e continui servigii che voi suddetto Don Cristoforo Colon nostro Almirante e Vicerè e Governatore delle isole e terra ferma scoperte, e da scuoprire nel mare oceano nella parte delle Indie, avete a Noi fatto, e speriamo che farete, specialmente nel discoprire e ridurre in nostro potere, e sotto il nostro dominio le dette isole e terra ferma, spezialmente perchè speriamo con l'ajuto di Dio nostro Signore, che ridonderà in molto di lui servigio, e nostro onore, e prò ed utilità de’nostri regni e dominii, perciocchè confidiamo nell'ajuto di Dio, che glindiani abitatori delle dette isole si convertiranno alla nostra santa Fede cattolica, N'è sembrato cosa ben fatta; e per questa nostra carta di privilegio, o per la sua copia , segnata come si è detto, di nostro moto proprio e certa privilegio fattica scienza, e real potere assoluto , del quale in questa parte voglia- bilmente in lui, mo usare ed usiamo, confermiamo ed approviamo per ora, e per sine discendenti, sempre mai a voi suddetto Don Cristoforo Colon, e ai detti vostri ardisca di contrar. figli, nipoti e discendenti da voi, e da essi, ed ai vostri eredi la Altezze. sopraddetta nostra lettera di sopra incorporata, e la grazia in essa contenuta. E vogliamo e comandiamo, ed è nostro piacere, e volontà, che vagliavi, e sia conservata a voi, e a' vostri figliuoli, e discendenti, ora, e da ora in poi, inviolabilmente per ora e per sempre mai in tutto e per tutto bene e compiutamente, secondo, e nella forma , e maniera che in essa si contiene; e se è necessario ora di nuovo vi facciamo la detta grazia. E vietiamo fermamente, che niuna nè alcuna persona , sieno ardite di andare o venire contro di essa, nè contro parte di essa, per violarla o scemarla in tempo veruno, e per veruna maniera. Sopra ciò comandiamo al Principe Don Giovanni nostro carissimo, ed amatissimo

Confermazione della grazia e dei

lon, da

passare sta

sione delle loro

Cod. Dip.

F. 8.

Sobre lo qual mandamos al Principe Don Juan nuestro muy caro, e e muy amado fijo, e los Ynfantes, duques, perlados, marqueses, condes, ricos omes, maestros de las ordenes, priores, comendadores, e subcometes, e a los del nuestro Consejo, oydores de la nuestra abdiencia, alcaldes, alguaziles, e otras justiçias quales quier de nuestra casa, e corte, e chançilleria, e alcaydes de los castillos, e casas fuertes e llanas, e a todos los consejos, asistentes, corregidores, alcaldes, alguaziles, merinos, prebostes, e a otras justicias de todas las çibdades, e villas, e logares de los nuestros reynos, e señorios, e a cada uno dellos, que vos guarden e fagan guardar esta dicha nuestra carta de previlegio, e confirmaçion, e la carta de merced en ella contenida, e contra el thenor e forma della, no vos vayan, ni pasen, ni consientan gr ni pasar en tempo alguno, ni por alguna manera, so las penas en ella contenidas: de lo qual vos mandamos dar esta dicha nuestra carta de previlegio e confirmacion, escripta en pergamino de cuero, e firmada de nuestros nonbres, e sellada con nuestro sello de plomo pendiente en filos de seda a colores. la qual mandamos al nuestro Chanciller, mayordomo, e notario, e a los otros oficiales, que estan a la tabla de los nuestros sellos, que sellen, e, libren e pasen lo quel todo que dicho es en los dichos capitulos suso encorporados, y en esta nuestra confirmacion contenidos. Queremos y es nuestra merced e voluntad, que se guarde, e cumpla asy segundo que en ellos se contiene; e los unos, ni los otros non fagades, ni fagan ende al por alguna manera, so pena de la nuestra merced, e de diez mill mrs para la nuestra camera a cada uno que lo contrario fisiere. E demas mandamos al ome que vos esta nuestra carta mostrare, que vos emplase que parescades ante Nos en la nuestra corte do quier que Nos seamos, del dia que vos emplasare fasta quinze dias primeros syguientes, so la dicha pena; so la qual mandamos a qualquier escrivano publico, que para esto fuere llamado, que de ende al que gela mostrare testimonio sygnado con su sygno, por que nos sepamos en como se cumple nuestro mandado. Dada en la cibdad de Burgos a veynte e tres dias del mes de Abril, año del nascimiento de nuestro Señor Jhiu #sto de mill e quatroçientos e nonenta e syete años.

y

Yo el Rey.

in

figlio , ed agli Infanti, ai Duchi, Prelati , Marchesi , Conti , Baroni, Mastri degli Ordini, Priori, Commendatori e Vice-comiti, e a quelli del nostro Consiglio , agli uditori della nostra udienza , Alcaldi , birri, ed altri ministri della giustizia qualunque sieno, della nostra Casa, Corte e Cancelleria, e Alcaldi de' castelli e case forti e aperte, e a tutti i consiglieri , assistenti, corregitori , alcaldi , birri, ajutanti, prevosti, e agli altri magistrati di tutte le città, e terre, e luoghi de’nostri regni e dominii, e a ciaschedun di essi, che vi conservino , e faccian conservare questa nostra lettera di privilegio e confermazione, e la lettera di grazia in essa contenuta; e contro al tenore e alla forma di essa non procedano nè eccedano, nè permettano che altri proceda o ecceda in tempo alcuno , nè

per

alcuna maniera sotto le pene in quella contenute. Intorno a che ordiniamo che sia data questa nostra lettera di privilegio e conferma, scritta

pergamena di cuojo , e firmata de’nostri nomi , e suggellata col nostro sigillo di piombo, pendente da fili di seta colorita. La quale comandiamo al nostro cancelliere, maggiordomo, e notajo e agli altri ufficiali che stanno al banco de' nostri sigilli, che suggellino, rilascino e dien corso a tutto che detto è ne' capitoli predetti incorporati quì sopra, e in questa nostra confermazione contenuti. Vogliamo ed è nostro piacere e volontà che sì venga osservato ed eseguito, come in quelli si contiene; e che nè gli uni nè gli altri facciate ne facciano altrimenti per alcuna maniera, sotto pena della nostra grazia e di diecimila mrs per la nostra camera a qualụnque facesse in contrario: e di più comandiamo all'uomo che vi mostrerà questa nostra lettera, che v’intimi di presentarvi al nostro cospetto nella nostra Corte, ovunque noi siamo, dal giorno della intimazione fino a tutti i quindici giorni prossimi seguenti sotto la detta pena.

. Sotto la quale comandiamo a qualsivoglia scrivano pubblico, che fosse chiamato per tal effetto, che a colui il quale gliele mostrerà, rilasci poi uno scritto segnato col suo segno, acciocchè Noi sappiamo come il nostro comando s'adempie. Data nella città di Burgos a dì 23 del mese di Aprile l'anno del nascimento di nostro Signor Gesù Cristo mille quattrocento e novantasette.

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